Cgil, Cisl e Uil in piazza il 13 aprile
Il consenso di Monti in Parlamento e la protesta dei sindacati
Il premier, Mario Monti, da Tokyo dove si trova per un incontro con la Confindustria giapponese e il premier Yoshihiko Noda, ha detto: "Ho l'impressione che la maggioranza degli italiani percepiscano la riforma del lavoro come un passo necessario nell'interesse dei lavoratori". Leggi Monti tra colossi non così colossali - Guarda la puntata di "Qui Radio Londra" Perché (forse) non potremo più decidere chi governa il paese

Il premier, Mario Monti, da Tokyo dove si trova per un incontro con la Confindustria giapponese e il premier Yoshihiko Noda, ha detto: "Ho l'impressione che la maggioranza degli italiani percepiscano la riforma del lavoro come un passo necessario nell'interesse dei lavoratori".
Poi sull'articolo 18: "Una parte della riforma è accettata da tutti, ma ci sono anche altre parti della riforma, che noi riteniamo strettamente complementari al pacchetto per fare in modo che sia una buona riforma, che rappresentano una medicina più amara da ingoiare. Le imprese hanno paura di assumere perchè è molto difficile licenziare anche per ragioni economiche". In ogni caso, secondo Monti, "abbiamo il dovere di tenere un equilibrio, in modo che l'intero pacchetto della riforma sia davvero positivo per l'occupazione e la crescita".
Subito dopo l'intervento di Tokyo di Monti anche l'Unione Europea è intervenuta sulla riforma del lavoro italiana. Per il commissario al Lavoro Lazslo Andor, l'Italia "dovrebbe varare la riforma del lavoro rivedendo alcuni aspetti della legge sulla protezione dell'impiego e il suo frammentato sistema di sussidi alla disoccupazione". Soprattutto varando un testo con "l'ambizione di affrontare le rigidità della protezione del lavoro". E poi sul Parlamento: "Ha la responsabilità di varare la riforma velocemente".
Poi sull'articolo 18: "Una parte della riforma è accettata da tutti, ma ci sono anche altre parti della riforma, che noi riteniamo strettamente complementari al pacchetto per fare in modo che sia una buona riforma, che rappresentano una medicina più amara da ingoiare. Le imprese hanno paura di assumere perchè è molto difficile licenziare anche per ragioni economiche". In ogni caso, secondo Monti, "abbiamo il dovere di tenere un equilibrio, in modo che l'intero pacchetto della riforma sia davvero positivo per l'occupazione e la crescita".
Subito dopo l'intervento di Tokyo di Monti anche l'Unione Europea è intervenuta sulla riforma del lavoro italiana. Per il commissario al Lavoro Lazslo Andor, l'Italia "dovrebbe varare la riforma del lavoro rivedendo alcuni aspetti della legge sulla protezione dell'impiego e il suo frammentato sistema di sussidi alla disoccupazione". Soprattutto varando un testo con "l'ambizione di affrontare le rigidità della protezione del lavoro". E poi sul Parlamento: "Ha la responsabilità di varare la riforma velocemente".
"Vorrei annunciarvi che avremmo deciso, comunemente con Cisl e Uil, di anticipare al 13 aprile la manifestazione di tutti i lavoratori sulle pensioni e gli esodati, quei soggetti che pagano un prezzo altissimo per la riforma fatta senza considerare la realtà". Lo afferma il leader Cgil Susanna Camusso, parlando con la Tv 'Vista' lasciando la stampa estera. La manifestazione del 13 anticipa ed estende quella del 17 aprile, inizialmente annunciata dal solo sindacato di corso Italia.
"Il Governo e il Parlamento devono risolvere il problema di centinaia di migliaia di persone che sono rimaste già senza stipendio e senza pensione per effetto della riforma. Questo sarà l'obiettivo della manifestazione unitaria che abbiamo organizzato per il 13 aprile". Lo sottolinea in una nota il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Il Ministro Fornero ha annunciato nell'ultimo incontro di Palazzo Chigi un tavolo di confronto
con il sindacato su questo tema. Noi aspettiamo di essere convocati – aggiunge. Ma deve essere chiaro che su questo problema delle pensioni non faremo sconti a nessuno. E' una questione di giustizia sociale e di equità. Non possiamo far pagare a questi lavoratori 'esodati' il prezzo della riforma delle pensioni che si scarica essenzialmente su di loro, visto che sono rimasti senza ammortizzatori e senza pensione".
"Il Governo e il Parlamento devono risolvere il problema di centinaia di migliaia di persone che sono rimaste già senza stipendio e senza pensione per effetto della riforma. Questo sarà l'obiettivo della manifestazione unitaria che abbiamo organizzato per il 13 aprile". Lo sottolinea in una nota il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Il Ministro Fornero ha annunciato nell'ultimo incontro di Palazzo Chigi un tavolo di confronto
con il sindacato su questo tema. Noi aspettiamo di essere convocati – aggiunge. Ma deve essere chiaro che su questo problema delle pensioni non faremo sconti a nessuno. E' una questione di giustizia sociale e di equità. Non possiamo far pagare a questi lavoratori 'esodati' il prezzo della riforma delle pensioni che si scarica essenzialmente su di loro, visto che sono rimasti senza ammortizzatori e senza pensione".
Leggi Monti tra colossi non così colossali - Guarda la puntata di "Qui Radio Londra" Perché (forse) non potremo più decidere chi governa il paese